Hoodia Gordonii: non si tratta di un personaggio dei fumetti, come potrebbe fare pensare il nome, ma di una sostanza naturale che elimina letteralmente l'appetito. È totalmente naturale, e in questo è molto differente dagli stimolanti alla dieta come ephedra e phenfen, sempre più spesso vietati a causa degli effetti secondari pericolosi. Come funziona?
Gli scienziati dicono che spinga il cervello ad una sensazione di sazietà anche dopo avere mangiato poco.
Alcuni affermano che l'hoodia è presente nella dieta dei boscimani del Sudafrica da migliaia di anni. Effettivamente l'unico posto nel mondo in cui l'hoodia si sviluppa in maniera naturale è il deserto di Kalahari in Sudafrica.
La ricerca dell'hodiia ha assunto a volte toni romanzeschi: Lesley Stahl, corrispondente CBS, è andato al seguito di Nigel Crawhall, un linguista ed interprete, che a sua volta ha assunto un aborigeno locale per riuscire a trovare l'hoodia in mezzo al deserto. La guida ha affermato di avere mangiato l'hoodia più volte durante la stagione delle piogge e di averlo trovato squisito. Secondo la testimonianza di Crawhall, una volta individuata la pianta, la guida boscimana ha tagliato un gambo che assomiglia ad un piccolo sottaceto, o a un fico di'india ed ha rimosso le spine. Nell'interesse della scienza, Stahl lo ha mangiato, assaporandone il gusto simile a quello del cetriolo. Il reporter ha assicurato di non avere avuto nessun effetto collaterale, quali palpitazioni o mal di stomaco; ha testimoniato inoltre di avere provato un calo dell'appetito.
Il mondo occidentale, insomma, sta solo riscoprendo un prodotto naturale che i boscimani del Kalahari stanno mangiando da lunghissimo tempo.
La prima indagine scientifica sull'hoodia è stata condotta al laboratorio nazionale della Sudafrica. Poiché i boscimani sono stati conosciuti per mangiare lhoodia, è stato incluso in uno studio degli alimenti nazionali. "Gli animali da laboratorio che lo hanno mangiato hanno perso il peso" afferma il Dott. Richard Dixey, che dirige una ditta farmaceutica inglese denominata Phytopharm che sta cercando di sviluppare prodotti per perdere peso basati sull'hoodia. Le ricerche in realtà sono iniziate negli anni Sessanta, ma solo recentemente l'azienda del dottor Dexey ha chiesto il brevetto: Phytopharm ha speso finora più di 20 milioni di dollari in ricerca, comprese le prove cliniche con i volontari obesi che hanno dato ottimi risultati. Ma come si può brevettare una pianta? Non si brevetta la pianta in sé, ma la sua applicazione alle pillole dimagranti e, naturalmente, i residui attivi in seno alla pianta.
I boscimani, quando hanno sentito le notizie circa il brevetto, hanno iniziato delle azioni legali ed hanno ottenuto alcune concessioni tra cui una percentuale dei profitti.
Il futuro del hoodia però non è ancora una cosa sicura. Le multinazionali ricercano alternative sintetiche. Lo stesso Dixey dice che può essere fatto sinteticamente, ma il costo sarebbe esorbitante. Phytopharm ha deciso introdurre l'hoodia sul mercato nella sua forma naturale, in compresse e barrette. In Sudafrica le piantagione di hoodia stanno avendo grande sviluppo, per soddisfare le crescenti richieste del mercato, ma attualmente queste nuove coltivazioni non hanno ancora raggiunto il livello qualitativo dell'hoodia che cresce selvatico nel deserto del Kalahari.
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